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Acqua nell’olio: monitorarla e rimuoverla con anticipo
Acqua nell’olio: seconda causa di guasti all’impianto dopo la contaminazione solida.
Contaminazione Acquosa, acqua nell’olio: come verificare la sua incidenza sul nostro fluido (idraulico, lubrificante o carburante che sia)? E come rimuoverla efficacemente dal sistema?
Gli elementi filtranti SUPRABLOCK WATER REMOVAL GFT sono uno strumento efficace nel controllo dei problemi legati all’acqua all’interno di impianti idraulici, nei sistemi di lubrificazione e anche nel gasolio autotrazione EN590.
Per la corretta manutenzione del fluido, infatti, c’è molto altro da fare oltre alla sola rimozione del particolato: rimuovere l’acqua efficacemente deve essere una priorità assoluta, per questo GFT - Global Filtration Technology ha sviluppato elementi di rimozione dell’acqua in grado anche di bloccare il particolato solido, per apportare significativi benefici alla salute del nostro sistema.
CON SUPRABLOCK WATER REMOVAL È POSSIBILE OTTENERE: - Una minore usura dei componenti, e di conseguenza meno contaminanti generati dai componenti stessi. - Una riduzione significativa degli inconvenienti più costosi, come i fermo macchina e le sostituzioni di componenti meccaniche compromesse. - Una maggiore efficienza della macchina e del sistema nel suo complesso. - Meno frequenti sostituzioni e smaltimenti di fluido contaminato. - Un’importante riduzione del rischio relativo a probabili danni irreversibili.
L’ACQUA COME CONTAMINANTE: L’ACQUA NELL’OLIO (IDRAULICO, LUBRIFICANTE O CARBURANTE) Sia che utilizziate un fluido minerale o sintetico, un olio biologico o anche del gasolio, tutti questi fluidi sono caratterizzati da un punto di saturazione dell’acqua. Sopra questo punto di saturazione, il fluido non può disciogliere o trattenere altra acqua. L’acqua in esubero viene definita acqua libera oppure acqua emulsionata, a seconda di alcune caratteristiche che vedremo insieme tra poco. Ora è importante sapere che anche solo lo 0,03% di acqua (pari a 300 ppm - parti per milione) è sufficiente a saturare un fluido, e questo spiega perché molti fluidi, idraulici e carburanti, a base minerale o sintetica, a meno che non siano stati appositamente filtrati e trattati in qualche modo, conterranno livelli di acqua superiori al loro stesso punto di saturazione.
I TRE TIPI DI ACQUA NELL’OLIO L’acqua nell’olio può presentarsi in tre forme: può essere disciolta, libera o emulsionata. L’acqua cosiddetta disciolta è la meno pericolosa (quantomeno nell’immediato) per la salute dei nostri macchinari e impianti: è invisibile in quanto assimilata nella struttura molecolare del fluido (non è cioè distinguibile sotto forma di goccioline d’acqua), si forma in seguito a sbalzi di pressione e temperatura e dallo scambio costante con l’aria umida dell’ambiente.
L’acqua libera e quella emulsionata, invece, sono le due tipologie più problematichedi acqua nell’olio e sono portatrici dei pericoli di corrosione, usura da cavitazione, formazione di schiuma, compromissione dell’effetto lubrificante e, non ultimo, anche dell’accelerazione dell’invecchiamento dell’olio.
Tornando alle due tipologie più pericolose di acqua nell’olio, l’acqua libera si forma principalmente in seguito alla condensa e alle oscillazioni di temperatura: non essendo assimilata nella struttura molecolare, è visibile sotto forma di gocce. L’acqua emulsionata, invece, si presenta come una miscela uniformemente costellata di minuscole goccioline d’acqua nell’olio: il nostro fluido, pertanto, si presenterà torbido, come lattiginoso. Questo tipo di acqua nell’olio è facilmente riconoscibile, tuttavia quando arriva a questo stadio alcuni danni, purtroppo, si sono già verificati. L’acqua emulsionata si forma in presenza di una pessima separazione dell’acqua o di scarse proprietà demulsionanti dell’olio unite a un concomitante ed elevato apporto di acqua (Ad esempio perdita di acqua dallo scambiatore di raffreddamento olio).
COME PROTEGGERE IL NOSTRO FLUIDO DALL’ACQUA NELL’OLIO? L’acqua è ovunque… e i primi passaggi che portano acqua all’interno del nostro fluido sono proprio lo stoccaggio e la manipolazione del fluido stesso. I liquidi, infatti, sono costantemente esposti all’acqua e al vapore acqueo durante tante azioni che vedono la loro manipolazione o il loro stoccaggio, basti pensare a quanto è diffuso lo stoccaggio all’aperto di serbatoi e fusti. In quei casi l’acqua si deposita sopra i serbatoi, si infiltra nel contenitore o si introduce quando quest’ultimo viene aperto per aggiungere o rimuovere del liquido. L’acqua può arrivare anche dal cilindro usurato o dalle guarnizioni dell’attuatore, oltre che dalle aperture del serbatoio, ma può giungere a questi punti di ingresso anche quando viene utilizzata, nella sua forma liquida ma anche sotto forma di vapore, per la pulizia del contenitore… e potremmo continuare con questi esempi, perché le possibilità di contaminazione del fluido sono davvero tante e spesso legate a dei passaggi imprescindibili legati alla vita del nostro fluido.
È POSSIBILE EVITARE IL CONTATTO CON L’ACQUA? Purtroppo è impossibile impedire completamente ogni forma di contatto e di contaminazione, però è possibile limitarne o addirittura azzerarne i danni, monitorando l’acqua nell’olio con largo anticipo e rimuovendola al momento opportuno, cioè ben prima che si verifichino dei danni irreparabili al nostro fluido, ai nostri macchinari o al nostro sistema.
COME FARE PER RIMUOVERE L’ACQUA NELL’OLIO? Usare un elemento filtrante GFT come il SUPRABLOCK WATER REMOVAL è un modo efficace per rimuovere la contaminazione da acqua libera dal nostro sistema idraulico. Molto efficiente nel rimuovere l’acqua libera sia dai fluidi a base minerale che sintetica, SUPRABLOCK WATER REMOVAL utilizza come sistema filtrante un copolimero ultra-assorbente. Grazie alla sua elevata capacità di trattenere l’acqua, quando viene attraversato liberamente da un fluido idraulico o lubrificante, intrappola ogni traccia di acqua libera rimuovendola per sempre dal sistema: pensate che l’acqua libera, a quel punto imprigionata, non può essere nemmeno più strizzata via, è davvero catturata per sempre.
COME MONITORARE L’ACQUA NELL’OLIO? Veniamo ora all’aspetto più importante: la prevenzione. Sia per quanto riguarda gli oli idraulici minerali, sintetici o biologici, che per il gasolio autotrazione EN590 (con l’esclusione quindi di benzine, kerosene e solventi), è possibile verificare e monitorare la presenza di acqua nel nostro fluido grazie a IGROCHECK, il dispositivo GFT portatile per il monitoraggio della percentuale di umidità relativa del fluido, per un controllo affidabile e veloce su oli idraulici e diesel e il monitoraggio diretto su impianto o anche da campione.
Realizzato per supportare due diverse pressioni di lavoro, da 10 o da 420 bar, IGROCHECK è stato progettato specificatamente per la manutenzione predittiva, può essere installato in modo permanente su qualunque impianto oleodinamico oppure usato per testare un campione di olio.
Dato che la percentuale di acqua naturalmente assorbibile da un olio idraulico è sempre inferiore al 100%, è possibile monitorare con efficacia la sua presenza e intervenire in maniera tempestiva prima della corruzione del fluido.
Con questo dispositivo è possibile quindi prevenire i classici guasti dovuti al grippaggio dei componenti causati dalla presenza di umidità nell’impianto oleodinamico, ma anchetenere sotto controllo la qualità del gasolio, che per sua natura è facilmente deperibile.. Il sensore è in grado di monitorare l’umidità relativa (%RH) e la temperatura (°C) e il dispositivo è completo di involucro in policarbonato con maniglia, display digitale, sensore inox AISI 304, cavo di alimentazione e cavo dati sensore.
Per ricevere tutte le caratteristiche tecniche, per una dimostrazione pratica di funzionamento o per un aiuto nel migliorare la gestione e la pulizia di oli idraulici, lubrificanti e carburanti, non esitate a contattare gli esperti tecnici GFT al 349/596.596.7 o tramite il modulo di contatto.
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